Il periodo storico in cui stiamo vivendo, videoludicamente parlando, è senza ombra di dubbio uno dei più particolari e significativi, non tanto perché, ormai, le remastered stanno divenendo una costante nel panorama, oppure i rinvii dei titoli più attesi sono all’ordine del giorno, quanto invece per una motivazione sostanziale: è in corso uno dei cambiamenti maggiormente rilevanti per i consumatori e gli addetti ai lavori, ovvero la mutazione del tradizionale concetto di generazione inteso come periodo di vita di un hardware. Infatti, se ci pensiamo bene, solitamente, si è optato per un supporto costante ad una console in un periodo compreso tra i 5/6 anni, garantendo, in questo modo, all’utente di investire una certa somma che sarebbe rimasta invariata per il lasso di tempo precedentemente citato. Oggi, con l’arrivo di PlayStation 4 Pro e tra un anno di Project Scorpio, questo modus operandi si è brutalmente interrotto, lasciando spazio a versioni maggiormente prestanti delle console attualmente possedute dagli utenti. È impossibile non notare un clamoroso avvicinamento del mondo dell’home gaming all’universo dei Personal Computer, iniziato prima con update, installazioni dei software, e la creazione di vere e proprie piattaforme multimediali, e culminato poi in, a conti fatti, sostituzioni e miglioramenti dei componenti. In questo momento risulta davvero complesso capire come i consumatori possano interpretare la scelta compiuta dai due principali colossi dell’intrattenimento casalingo (Sony e Microsoft); sicuramente ci troviamo di fronte ad una rivoluzione, bisognerà capire se la scelta si rivelerà vincente o meno. Curiosi di scoprire il risultato? Continuate a leggere.

Per comprendere a fondo il cambiamento insito nell’inedita console targata Sony, è doveroso specificare le migliorie tecniche presenti in PlayStation 4 Pro, le quali garantiranno un aumento prestazionale eccellente su tutti i giochi che offriranno il supporto alla piattaforma. Difatti, il nuovo hardware del colosso nipponico, rispetto alle sorelle minori (ovvero il modello Slim e la classica versione disponibile dal day one), presenterà un processore AMD Jaguar octa core che sarà caratterizzato da una frequenza di 2,1 Ghz, maggiore se pensiamo ai 1,6 della Slim, una GPU AMD Radeon derivante dall’architettura Polaris contraddistinta da addirittura 4,2 TFLOPS, il doppio se rapportata ai 1,84 racchiusi negli attuali modelli disponibili in commercio, e, infine, una RAM 8GB GDDR5 identica a quella contenuta da PS4 tranne che per la frequenza maggiorata, ovvero dai 177 GB/s ai 218 GB/s di Pro. Tutti questi splendidi numeri, sopratutto se accompagnati da un pannello 4K invigorito dalla tecnologia dell’HDR (perfetta nel riprodurre una luminosità e dei colori particolarmente vicini alla realtà), permetteranno all’utente di vivere un’esperienza visiva mai sperimentata prima, unica nel suo genere, in grado, effettivamente, di aprire nuove frontiere del gaming e di fornire ai giocatori qualcosa di incredibilmente vicino al 4K nativo.

La PlayStation 4 Pro riuscirà a supportare il 4k grazie alla tecnologia dell’upscaling.

Difatti, sebbene la console sia predisposta per riprodurre 3840×2160 pixel, ovvero il 4K, difficilmente sarà in grado di mostrarlo realmente su schermo, in quanto per garantire questo standard, accompagnato quindi anche da 30 fps stabili, serve una potenza in termini di GPU decisamente maggiore (circa 7.2 TFLOPS, ovvero quasi il doppio di Pro e quattro volte di PS4). Allora voi direte: cosa acquisto a fare PS4 Pro se non riesce a garantire una certa qualità visiva nonostante sia stata progettata proprio per questo? Semplice, la risposta proviene dalla tecnologia dell’upscaling, ovvero, in soldoni, un’operazione eseguita dall’hardware della piattaforma sulle immagini a schermo che permette di aumentare la risoluzione progressivamente. Ciò chiaramente potrebbe portare a sgradevoli inconvenienti, come sfocatura dell’immagine o scarsa visibilità nelle fasi maggiormente concitate, ma grazie alle tecnologie contenute all’interno della console, tutto ciò verrà eseguito senza grandi difficoltà, permettendo all’utente di godere di una definizione tremendamente vicina al 4K: praticamente inconfondibile durante i movimenti eseguiti dai personaggi e sostanzialmente simile nelle fasi statiche.

La maggiore potenza della console sarà espressa anche visivamente dallo strato in più che caratterizza la console.

La maggiore potenza della piattaforma sarà espressa anche visivamente dallo strato in più che caratterizza la console.

Per farvi qualche esempio, in titoli come Uncharted 4 si partirà da una risoluzione base di 1440p per poi arrivare a 2160 (ovvero il 4k), mentre per Horizon Zero Dawn la qualità dell’immagine iniziale sarà di ben 1800p per giungere, anch’esso, infine a 2160. Chiaramente, valutando questi dati, è palese che il titolo sviluppato da Guerrilla sarà caratterizzato da una bellezza visiva superiore a quella posseduta dal gioco dei Naughty Dog, in quanto la differenza in termini di pixel da raggiungere è minore, e di conseguenza più facile da gestire. Questo per farvi capire che, allo stato attuale, le produzioni uscite prima del lancio di Pro possederanno si delle migliorie tecniche, anche abbastanza evidenti, ma non riusciranno, ovviamente, a fornire un salto di qualità così lampante, proprio perché concepiti per un altro hardware.

I titoli ottimizzati per PlayStation 4 Pro al lancio saranno addirittura trenta, tra i quali spiccano FIFA 17, entrambi i Call of Duty, Final Fantasy XV e Watch Dogs 2.

Nonostante questo, i titoli ottimizzati per PlayStation 4 Pro al lancio saranno addirittura trenta, tra i quali spiccano FIFA 17, entrambi i Call of Duty sviluppati da Infinity Ward, The Last of Us, Uncharted 4, Rise of The Tomb Rider, Titanfall 2, Final Fantasy XV e Watch Dogs 2, giusto per citarne alcuni. Noi di VMAG abbiamo avuto modo di testare un buon numero di giochi, e in tutti i risultati erano più che evidenti. Ad esempio, vestendo i panni di Nathan Drake, abbiamo riscoperto ancora una volta il fascino delle foreste del Madagascar grazie alle meraviglie dell’HDR combinato alla risoluzione maggiorata; nei due COD le immagini a schermo erano nettamente migliori sotto tutti i punti di vista, non incidendo minimamente sul frame rate. Scoprendo misteriose rovine con Lara Croft, abbiamo addirittura potuto scegliere tra tre differenti parametri, ovvero il miglioramento degli fps in caso avessimo un normale pannello in Full HD, la maggiore qualità visiva ma un controllo migliore sui fotogrammi per secondo, e il 4K, perfetto per i possessori di un televisore del genere. Insomma, i benefici li avranno anche i giocatori sprovvisti di TV di ultima generazione, garantendo, così, a chiunque di usufruire delle migliorie grafiche.

Qui possiamo notare le differenze estetiche tra il modello Slim e Pro.

Qui possiamo notare le differenze estetiche tra il modello Slim e Pro.

Appurato quindi che la potenza di Pro garantirà non soltanto un evidente passo in avanti in termini grafici per i possessori di TV 4K (anche se non ancora pienamente sfruttato), ma anche per coloro che avranno un classico pannello in Full Hd, l’ultimo tassello da analizzare è il design della console, il quale, tra l’altro, è stato uno degli aspetti più discussi dell’hardware di Sony. Infatti, se ben ricordate, dopo il reveal di Pro qualche mese fa, si scatenò un’ilarità generale nei confronti dell’estetica della piattaforma, in quanto sostanzialmente identica alla classica disponile in commercio ma con uno strato in più. Sebbene, effettivamente, il design non sia uno dei più ispirati della storia, esso cela invece un’intelligente scelta di marketing da parte del colosso nipponico, capace da solo, senza consultare varie guide o specifiche tecniche, di far capire al grande pubblico quale sia la console più potente tra le tre disponibili. Inoltre, elemento assolutamente da non sottovalutare, un’estetica molto simile alle precedenti piattaforme permette agli acquirenti di capire che la Pro non è una PlayStation 5, bensì una versione potenziata di quella già in commercio, facendo altresì intuire come la soft-teca sia assolutamente condivisa, sprovvista, quindi, di esclusive. Questi meccanismi sono fondamentali per far ricevere, ed accettare, ai gamers l’avvento di una rivoluzione così grande nel panorama videoludico, e, per questo, non possiamo che lodare la scelta compiuta dalla società giapponese.

Nonostante il tanto discusso strato in più, il design di PlayStation 4 Pro rimane comunque decisamente gradevole alla vista.

Escludendo pareri sulle scelte comunicative e di marketing compiute dall’azienda del Sol levante, e analizzando invece nel dettaglio l’estetica della console, non possiamo non affermare che la piattaforma, con questo tanto discusso strato in più, effettivamente perde un po di eleganza che invece caratterizza tanto la classica PS4 quanto la Slim. Nonostante questo, però, il design rimane decisamente gradevole alla vista, e, fortunatamente, adesso tutta la console sarà contraddistinta dal nero opaco, evitando così di lasciare impronte ovunque. Inoltre, si segnala la scomparsa dei comandi touch in favore di pulsantini che permetteranno sia l’accensione che l’espulsione dei dischi. Le porte USB saranno sempre due, e sul retro vi saranno gli stessi attacchi presenti anche sulle altre piattaforme disponibili. Lo stesso pad, malgrado sia il nuovo modello, risulterà pressoché identico al precedente DualShock 4, eccetto per una mini light bar situata vicino alla zona touch del controller. Per il resto non si segnalano differenze.

In conclusione, PlayStation 4 Pro rappresenta un netto passo in avanti in termini di potenza tecnica senza però simboleggiare l’inizio di una nuova generazione di console. Come accaduto con il PlayStation VR, il colosso nipponico ha deciso di rischiare per prima, cercando di comunicare e trasmettere al pubblico la volontà di rivoluzionare il concetto stesso di generazione, avvicinandosi si al mondo dei Personal Computer, ma prendendone comunque le distanze a suon di potenti esclusive. I miglioramenti tecnici sono evidenti, tremendamente vicini al 4K grazie alla tecnologia dell’upscaling, nonostante non riescano quasi mai a raggiungere la su detta definizione. Il connubio 4K HDR permette di raggiungere nuove vette per l’home gaming mai esplorate prima, fornendo all’utenza un nuovo standard qualitativo. Certo, per vedere risultati sconvolgenti bisognerà necessariamente attendere produzioni concepite totalmente sulla nuova piattaforma, ma quanto visto lascia davvero ben sperare. Adesso l’ultima parola spetterà al pubblico: l’esito di questo immenso stravolgimento della quotidianità del ciclo vitale delle console dipenderà esclusivamente dagli utenti, i quali saranno i veri artefici dell’inizio o del fallimento della rivoluzione.

A proposito dell'autore

Alessio

Alessio è un grande appassionato di videogiochi sin da bambino. La prima volta che prese in mano un controller fu nel lontano 2000, trovandosi affascinato ma al tempo stesso terrorizzato dallo spietato mondo di Dino Crisis, considerato il suo gioco preferito. Ama follemente le saghe di Assasin's Creed, Uncharted, Ratchet and Clank e Metal Gear Solid. Nutre un profondo interesse per i manga, riconoscendo come suo fumetto preferito Naruto.

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